Al di là delle formule tecniche, si tratta di eventi profondamente diversi nel numero di presenze, problemi organizzativi (pensate solo alle esigenze del paddock di oggi e di ieri…) e prestazioni delle moto, con conseguenti misure di sicurezza.
Il Gran Premio d’Italia è considerato da un po’ tutti i team – non solo quelli con una componente italiana – forse il più importante della stagione, probabilmente anche grazie all’impegno di Paolo Poli (amministratore delegato del circuito) e del suo staff, la cui professionalità ha sempre dato origine ad uno dei GP migliori della stagione.
Il tracciato in sé è semplicemente spettacolare, con le sue 15 curve distribuite su 5245 metri d’asfalto (appena rifatto, con grande soddisfazione di tutti i piloti e un aumento spaventoso della velocità media sul giro, pari a circa 2,6km/h) per una larghezza di 14 metri e un tormentatissimo andamento altimetrico.
Il rettilineo di quasi 1150 metri è uno dei più lunghi del mondiale e offre sempre sorpassi mozzafiato alla successiva San Donato – che le MotoGP affrontano in prima – ma fra i punti preferiti da pubblico e piloti ci sono senza dubbio le due Arrabbiate e la “esse” in discesa Casanova-Savelli, dove solo i veri campioni si sono esibiti in sorpassi ammazza-morale.
Fonte:
http://www.motocorse.com/news/motomondiale/31577_Mugello_IRTA_Best_Grand_Prix__per_la_quinta_volta_.php