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Il mio duello con Dio – Cultura Agosto 31, 2008

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Ero ancora ragazzo quando mi venne in mano la prima volta la Bibbia, nella traduzione del Diodati, che posseggo ancora, dopo tanti anni, nella sua solida rilegatura di tela nera. Più, però, m´affascinava, negli scaffali d´un compagno di giochi benestante, l´enorme volume in quarto, illustrato da Gustavo Doré, che in occasioni particolari m´era consentito sfogliare.
Fu attraverso quelle immagini, per non parlare delle altre di più cupa solennità, scoperte in una raccolta di incisioni del Rembrandt, che il libro sacro mi entrò negli occhi, prima ancora che nella mente e nel cuore. Vero è che lo leggevo e lo rileggevo tumultuosamente, cercando con maggiore passione le pagine dell´antico Testamento, specie quelle dove le peripezie romanzesche e le attrattive della paura trovavano varco più favorevole. Non che non mi turbasse, nella sua misteriosa ambiguità, il lamento amoroso della Sulamita, epperò a scolpirsi e a durare nella memoria furono certi solitari frammenti epico-tragici, vere e proprie schegge di folgore: «Ed ecco cantarono le tube delle Tue cataratte!»; oppure: «Passai e l´empio era là. Passai di nuovo e l´empio non c´era piùÂ…».
Non saprei certo più ritrovarle, quelle proposizioni. Ricordo solo che ne ricavavo l´impressione di sporgermi da un davanzale vertiginoso su un abisso senza nome, dov´era chiuso il segreto della vita e della morte: mia e di tutti noi.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=78393

 

Di Pietro: Silvio come magnaccia Per il Pdl: «Questa è eversione» Luglio 2, 2008

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Levata di scudi a difendere il leader, il premier, insomma lui, di tutti gli esponenti del centrodestra dopo l’attacco di Antonio Di Pietro, che ha definito Silvio Berlusconi alla stregua di un «magnaccia» per le sue performance telefoniche. Per Arturo Iannaccone, deputato dell’Mpa di Lombardo, Di Pietro sarebbe «vittima di un’ossessione delirante che si traduce in un’aggressione continua a Silvio Berlusconi, fatta attraverso dichiarazioni volgari e folcloristiche che questa volta hanno superato il limite della decenza». Secondo il maître a pénser della Lega Roberto Calderoli il problema non è Di Pietro, ma Veltroni. «Di Pietro non fa altro che acchiappare i voti in libera uscita dal Partito democratico, usando gli strumenti che gli sono propri – dice il ministro delle magliette ora assegnato alla Semplificazione -. Il problema non è quello che dice Di Pietro, il vero problema è Veltroni e la sua gestione del Pd, che sta trasformando anche di Pietro in un leader». E anche per Fabrizio Cicchito di Forza Italia il Pd è a rimorchio di Di Pietro e «Veltroni ha messo da parte la sua piattaforma politica iniziale e che adesso per mantenere la leadership nel Pd cavalca l’antiberlusconismo ed il giustizialismo». «Il centrodestra ha la coda di paglia e attacca Di Pietro che ha l’unica colpa di chiamare le cose col loro nome». Lo afferma in una nota il capogruppo Idv alla Camera, Massimo Donadi. <br><br><small>Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76691 </small>

 

Truffa sui bond comunali, perquisite a Milano 4 banche estere Luglio 2, 2008

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L’affaire derivati al Comune di Milano – nuovo scandalo estivo del pool finanziario della Procura di Milano dopo il crack Parmalat e il caso Bnl – bolle in pentola da mesi. Ed ecco che esplode in questo giovedì di fine giugno con la perquisizione di quattro banche estere, le stesse che avrebbro dovuto collocare sul mercato i bond del Comune di Milano. I finazieri hanno perquisito quindi gli uffici milanesi di Deutsche Bank, Ubs, JpMorgan, Depfa Bank, su ordine del pm Alfredo Robledo. L’indagine viene svolta per accertare se vi sia stata o meno una truffa, anzi una truffa aggravata, in relazione a contratti sui derivati stipulati tra questi quattro istituti di credito e il Comune di Milano. In pratica -secondo quanto già denunciato per primi da due consiglieri comunali del Pd, Fabrizio Spirolazzi e Davide Corritore, grazie alla collaborazione di un team di avvocati specializzati in reatri finanziari – la Procura vuole accertare se le quattro banche estere con cui Palazzo Marino ha stipulato a suo tempo un contratto per la collocazione dei titoli di credito comunali abbiano violato il contratto intascandosi milioni di euro indebitamente sottratti alle casse comunali. Quando il Comune di Milano ha emesso le obbligazioni sul proprio debito – secondo una soluzione che sembrò molto innovativa all’inizio di questo decennio – non ci sarebbero dovuti essere costi «impliciti», cioè in sostanza perdite. Mentre le quattro banche avrebbero recuperato in questo modo, cioè chiedendoli al Comune, circa 74 milioni di euro.

Fonte: http://www.unita.it/view.asp?IDcontent=76624